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Carta dei Servizi di Placement dell’Università “Fo...

L’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, da ottobre 2015, ha aderito al programma FIxO YEI, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro.

Una parte del programma prevede la sperimentazione di standard di qualità da parte degli uffici di placement.

Il Servizio Orientamento, Tirocini e Job Placement ha deciso di sperimentare il seguente standard: “Il servizio deve provvedere alla pubblicazione di una Carta dei servizi di placement, in formato digitale e disponibile sul sito del placement, regolarmente aggiornata e redatta in modo da permetterne una facile lettura”.

La fase sperimentale è iniziata a settembre 2016 ed ha portato alla pubblicazione sul sito istituzionale della Carta dei Servizi di Placement (sperimentale).

Al seguente link è possibile visionare e scaricare il documento

http://www.uniroma4.it/?q=node/2758

Apprendistato

Il contratto di apprendistato si configura come la principale tipologia contrattuale per favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Esso, infatti, è rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni ed è caratterizzato da una finalità formativa. Il datore di lavoro, oltre a versare un corrispettivo per l’attività svolta, è tenuto a formare l'apprendista attraverso un insegnamento di competenze tecnico-professionali e di competenze trasversali. Il Testo Unico approvato a settembre 2011 (D.Lgs. 167/2011) e la Riforma del mercato del lavoro (L. 92/2012) hanno innovato profondamente la precedente disciplina. Il contratto di apprendistato viene definito nel Testo Unico come un “contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato all’occupazione dei giovani”.
L’inserimento in azienda tramite apprendistato è sostenuto da notevoli incentivi economici (come la contribuzione agevolata pari al 10% della retribuzione o la deducibilità delle spese e dei contributi dalla base imponibile Irap) e normativi (come la possibilità di un sotto inquadramento o l’esclusione degli apprendisti dal computo dei dipendenti a determinati fini di leggi); la recente Riforma del mercato del lavoro ha introdotto anche maggiori tutele per gli apprendisti, in particolare, in termini di stabilità. La Riforma ha previsto che l'assunzione di nuovi apprendisti è possibile solo se risulta confermato, al termine del percorso formativo, il 50% dei rapporti di apprendistato svolti nell'ultimo triennio. Per i primi 36 mesi dall'entrata in vigore della suddetta legge e, quindi, fino al 18 luglio 2015, tale percentuale è tuttavia ridotta al 30%. Sono esclusi dall'applicazione di tali norme i datori di lavoro che hanno alle dipendenze un numero di dipendenti inferiore a 10 unità.
Sono esclusi dal computo del triennio (che a regime è da considerare "mobile") i rapporti di lavoro in apprendistato cessati per mancato superamento della prova, per dimissioni e per giusta causa. Il datore di lavoro, nel rispetto dei limiti previsti dalla legge, può comunque assumere un ulteriore apprendista, anche se non ha confermato a tempo indeterminato il 50% dei contratti nell’ultimo triennio.
Con decorrenza dal 1° gennaio 2013, il datore di lavoro, anche per il tramite di un'agenzia di somministrazione di lavoro, può assumere apprendisti nel numero di 2 ogni 3 dipendenti (prima il rapporto numerico era di 1/1). Per i datori di lavoro con meno di 10 dipendenti rimane il rapporto numerico di 1/1 e pertanto non si può superare il limite del 100% di assunzioni di apprendisti rispetto alle maestranze specializzate e qualificate.
Il datore di lavoro senza dipendenti specializzati o qualificati oppure che ne abbia meno di 3, può comunque assumere fino a 3 apprendisti. Alle imprese artigiane si applicano i limiti dimensionali previsti dalla legge-quadro sull'artigianato (L. 443/85).
E' esclusa la possibilità di assumere apprendisti con un contratto di somministrazione a termine per il tramite di un’Agenzia per il lavoro. E' invece possibile somministrare a tempo indeterminato, in tutti i settori produttivi, uno o più lavoratori in apprendistato. La durata minima del periodo di formazione in apprendistato è di 6 mesi, a meno che non si tratti di attività stagionali (in questo caso la durata può essere inferiore). Il contratto deve avere forma scritta e contemplare, entro i 30 giorni dalla stipulazione, un piano formativo individuale.
Sono previsti il divieto della retribuzione a cottimo e quello per le parti di recedere dal contratto, durante il periodo della formazione, in assenza di una giusta causa. Vi è inoltre la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli più in basso rispetto alla categoria spettante, di far proseguire il rapporto come un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o di recedervi al termine del periodo di formazione. Il datore di lavoro – fino a quando non sarà operativo il libretto formativo – può rilasciare una dichiarazione per l’accertamento e per la certificazione delle competenze e della formazione svolta dall’apprendista.
Con le nuove norme, l’apprendista rientra nell'ambito di applicazione dell'Assicurazione sociale per l'impiego, l'ammortizzatore sociale che a partire dal 1° gennaio 2013 andrà a sostituire le prestazioni di sostegno al reddito in caso di perdita di occupazione.
Dalla stessa data è previsto quindi il contributo di finanziamento dell'ASpI pari all'1,31% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Anche per gli apprendisti, in caso di interruzione del rapporto di lavoro per cause diverse dalle dimissioni, ivi compreso il recesso al termine del periodo formativo comunicato dal datore di lavoro, è dovuto a carico di quest'ultimo il contributo pari al 50% del trattamento mensile iniziale dell'ASpI, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.
Il Testo Unico contempla tre tipi di contratti di apprendistato: quello per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, quello professionalizzante o di mestiere e infine quello di alta formazione e ricerca.
Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (art.3 Testo Unico). Possono essere assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, in tutti i settori di attività e anche per l'assolvimento dell'obbligo scolastico, i soggetti della fascia d’età compresa tra i 15 e i 25 anni. La regolamentazione dei profili normativi di questa tipologia di apprendistato è demandata alle Regioni previo accordo in Conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sentite le associazioni dei datori di lavoro secondo i seguenti criteri:

  • definizione della qualifica o diploma professionale;
  • previsione di un monte ore di formazione;
  • rinvio ai contratti collettivi di lavoro delle modalità di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle Regioni.

Apprendistato professionalizzante o contratti di mestiere (art.4 Testo Unico). E’ finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale a fini contrattuali. Possono essere assunti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per chi è in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi del D. Lgs. 226/2005 il contratto può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età. Alla formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche in funzione del profilo professionale stabilito, si affianca l’acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte ore complessivo di 120 ore di formazione per la durata del triennio: il primo tipo di formazione è disciplinato dagli accordi interconfederali e dai contratti collettivi; il secondo dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto dell’età, del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista. Le Regioni e le associazioni di categoria dei datori di lavoro possono definire, nell'ambito della bilateralità, le modalità per il riconoscimento della qualifica di maestro artigiano o di mestiere;
Apprendistato di alta formazione e di ricerca (art.5 Testo Unico). Possono essere assunti in tutti i settori di attività i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni. La finalità è il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari e dell'alta formazione, compresi i dottorati di ricerca. Questa tipologia può essere utilizzata anche per la specializzazione tecnica superiore, per il praticantato per l'accesso alle professioni che hanno un ordine professionale o per esperienze professionali. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato di alta formazione sono stabilite dalle Regioni, per i soli profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni dei datori di lavoro più rappresentative, le Università, gli Istituti tecnici. In assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione dell'apprendistato è rimessa ad apposite convenzioni stipulate tra i datori di lavoro e le istituzioni formative.
Per la regolamentazione e la durata del periodo di Apprendistato e della formazione le competenze sono rimesse alle Regioni, in accordo con le parti sociali e una serie di altri organi istituzionali tra cui le università e le altre istituzioni scolastiche.
La Legge 99/2013, di conversione del D. L. 76/2013, in merito all’apprendistato professionalizzante, introduce alcune semplificazioni, derogatorie del Testo Unico, riguardanti il piano formativo individuale, la registrazione della formazione e la formazione nel caso di imprese multilocalizzate. Tali semplificazioni potranno essere accolte nelle linee guida adottate dalla Conferenza Stato-Regioni entro il 30 settembre 2013. A partire dal 1 ottobre 2013, in assenza di accordo in sede di Conferenza unificata, tali previsioni trovano diretta applicazione, “salva la possibilità di una diversa disciplina in seguito all’adozione delle richiamate linee guida ovvero in seguito all’adozione di disposizioni di specie da parte delle singole regioni”.
Inoltre, il contratto di apprendistato per la qualifica o il diploma professionale, una volta conseguito il titolo, potrà essere trasformato in contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere. In questo caso la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non potrà eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva.

La Circolare ministeriale n. 35/2013 ha fornito le prime indicazioni operative sull'applicazione delle novità introdotte dalla L. 99/2013.

Per saperne di più: http://www.cliclavoro.gov.it/NormeContratti/Contratti/Pagine/Contratto-d...

Progetto FIxO

L’Università degli Studi di Roma “Foro Italico, da dicembre 2012, ha aderito al programma FIxO Scuola & Università, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro.
Obiettivo del programma specificatamente rivolto alle Università è quello di supportare l’erogazione di servizi di placement e di intermediazione per studenti, laureati e dottori di ricerca, con l’intenzione di ridurne i tempi di ingresso nel mercato del lavoro e di aumentare le possibilità di trovare un’occupazione in linea con il percorso formativo seguito. Gli interventi FIxO intendono contribuire al progressivo miglioramento dei tassi di occupazione dei giovani studenti e laureati italiani in linea con la media UE,  migliorando la qualità dei posti di lavoro per il capitale umano qualificato.
In particolare il Programma intende contribuire al miglioramento della qualità e della specializzazione dei servizi di orientamento e placement in almeno 70 Università, attraverso

  • la definizione e l’attuazione sperimentale di standard di qualità e lo sviluppo di nuovi servizi rivolti a target
  • la promozione e il sostegno alla diffusione, in raccordo con le regioni, di forme contrattuali, misure e dispositivi di politica attiva volti a favorire l’inserimento lavorativo dei laureati e dottori di ricerca, quali il contratto di “alto” apprendistato, i tirocini di formazione e orientamento

Il Programma prevede altresì la promozione e gestione, in raccordo con le Regioni, di dispositivi/supporti economici (sussidio/sostegno al reddito; voucher formativo; contributi alle imprese per assunzione) per percorsi rivolti a laureandi, laureati, dottorandi e dottori di ricerca finalizzati all’inserimento lavorativo (con particolare riferimento all’utilizzo del contratto di Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca) ed alla creazione di impresa.
In linea con gli obiettivi del Programma FIxO Scuola & Università e il modello di servizio proposto, l’Università degli studi di Roma Foro Italico, tenendo conto delle proprie strategie e priorità di sviluppo, nonché delle principali caratteristiche del contesto regionale di riferimento in tema di servizi e politiche per il lavoro, si propone di qualificare il proprio sistema di servizi di placement rispetto ad una o più aree di intervento, per ciascuna delle quale vengono individuati gli specifici ambiti di intervento/sviluppo che saranno implementati, come indicato nella tabella seguente e successivamente descritto.
 

AMBITI DI INTERVENTO / SVILUPPO
X 1.Qualificazione dei servizi X a) Partecipazione alla procedura di standard setting nazionale
X b) Attivazione nuovi servizi rivolti a target, 10
X 2.Apprendistato alta formazione e ricerca Numero 38
X 3.Tirocini di formazione e orientamento Numero 242
 

 
Il miglioramento della qualità dei servizi di placement delle università (e, più in generale, dell’insieme dei servizi erogati dagli atenei per favorire la valorizzazione e la transizione alla vita professionale dei laureati e dottori di ricerca) viene promosso attraverso una procedura di standard setting, vale a dire una procedura funzionale alla definizione, approvazione e attuazione di standard di qualità, realizzata mediante la partecipazione di tutti i soggetti implicati (esperti, funzionari regionali, operatori dei servizi, dirigenti e operatori universitari, docenti, studenti, laureati, dottori di ricerca, imprese e datori di lavoro, ecc.).
L’Università degli Studi di Roma “Foro Italico attuerà la procedura di standard setting considerando le quattro seguenti dimensioni: radicamento territoriale, personalizzazione dei servizi, qualità delle misure e degli strumenti, qualità organizzativa – gestionale.
A settembre 2013 prenderà il via la fase sperimentale che si concluderà a dicembre.
La sperimentazione degli standard setting verrà seguita da un’équipe di coordinamento composta da:

  • Prof.ssa Stefania Sabatini, Coordinatrice équipe
  • Prof. Arnaldo Zelli, Responsabile sensibilizzazione e informazione - Responsabile Focus group,
  • Dott. Espedito Laterza, Responsabile Sala operativa
  • Dott.ssa Carla Persichini, Responsabile Coordinamento facilitatori - Responsabile Questionari,
  • Dott. Fabio Flussi, Facilitatore
  • Sig.ra Daniela Ciamei, Facilitatore
  • Sig.ra Maria Grazia Alessi, Facilitatore

 
Riguardo l’attivazione nuovi servizi rivolti a target, secondo la classe dimensionale di appartenenza dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, i piani personalizzati rivolti a target specifici sono 10.
Stante quanto indicato negli obiettivi strategici l’Università si propone di realizzare gli interventi per i seguenti target: Laureati magistrali in Attività Motoria Preventiva Adattata, Laureati magistrali in Management dello Sport, Laureati magistrali in Scienza e Tecnica dello Sport. La realizzazione di piani personalizzati potrebbe essere un utile strumento per fornire ai laureati un supporto nell’inserimento lavorativo e per coadiuvare la comunicazione di ateneo nel diffondere e radicare le specificità dei corsi di laurea e le conseguenti conoscenze e competenze acquisite da coloro che li hanno frequentati.
Rispetto all’ambito di intervento / sviluppo promozione dell’apprendistato di alta formazione e ricerca, l’Università si impegna:

  • ad individuare all’interno della propria offerta didattica quei percorsi che consentono di poter avviare contratti di apprendistato coerentemente con i fabbisogni dei datori di lavoro;
  • a promuovere l’attivazione di 38 contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Rispetto all’ambito di intervento / sviluppo promozione dei tirocini di formazione e orientamento, l’Università si impegna:

  • ad attivare tirocini formativi e di orientamento in accordo con quanto previsto dalle finalità del dispositivo di politica attiva, ponendo particolare attenzione ad alcuni elementi chiave del processo di realizzazione del tirocinio, quali una selezione attenta dell’ente ospitante, l’individuazione di tutor didattici dedicati, la coerenza tra progetto formativo e percorso di studi e/o aspettative professionali del tirocinante, fino alla messa in trasparenza delle competenze acquisite;
  • a qualificare 242 tirocini di formazione e orientamento realizzando la messa in trasparenza delle competenze acquisite.